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L’empatia

Di Francesco Busignani

L’empatia è la capacità di comprendere lo stato d’animo dell’altro, sia che si tratti di gioia o di dolore. Significa proprio “sentire dentro” o “mettersi nei panni dell’altro” e questa capacità non fa solo parte dell’essere umano ma anche di quello animale. Da diversi studi risulta che l’empatia non sia un comportamento appreso che presuppone uno sforzo intellettuale  bensì fa già parte del corredo genetico della specie o dell’individuo stesso. Tra due persone o tra due animali capita spesso di osservare questa empatia, perché all’interno della stessa specie è più facile intendere il linguaggio verbale e soprattutto quello non verbale, che ci permette di metterci nei panni dell’altro e comprendere realmente quello che ci vuole comunicare. Quando abbiamo a che fare con una specie diversa dalla nostra la cosa si complica un po’…

Quando tra cavallo e cavaliere c’è sintonia, in equitazione si dice che è un bel binomio. Ma cos’è realmente questo binomio?

Tra cavallo e cavaliere ci sono delle differenze, a cominciare dai nostri bisogni primari che sono differenti da quelli del cavallo. Il nostro modo di comunicare è differente da quello del nostro compagno, e il nostro modo di fare non è sempre compatibile. Visto che siamo noi che vogliamo relazionarci con il nostro cavallo e capire come comunicare con loro, sta a noi cercare di apprendere il suo linguaggio e cercare di esprimerci in modo che lui ci possa comprendere. Si pensa che servano anni affinché si possa creare sintonia e collaborazione tra il binomio, un legame intenso… ma, ciò è vero solo in parte in quanto tale tipo di sinergia, normalmente viene resa disponibile fin da subito, o quasi, dal cavallo … chiaramente devono sussistere le condizioni affinché ciò possa accadere… Dopo anni che cavallo e cavaliere sono assieme cominciano a leggersi a vicenda, a capire le abitudini di ognuno e a risolvere le problematiche di tutti i giorni. Ma con il mio lavoro, avendo a che fare con tanti cavalli diversi diventa una priorità imparare a leggere immediatamente il loro stato d’animo entrando per l’appunto in empatia con loro. Per fare tutto ciò bisogna avere una base solida di conoscenza del linguaggio del cavallo e dell’etologia.

Prima di andare a chiedere al cavallo esercizi pratici e concreti, la cosa importante da fare è capire come si relaziona nei miei confronti e che atteggiamenti dimostra alle mie richieste. Quello che mi può aiutare è capire sicuramente la storia del cavallo ma anche che rapporto ha nei confronti del proprietario o di chi lo gestisce tutti i giorni. Talvolta le risposte sono già scritte negli atteggiamenti del cavaliere ma sopratutto in quelli del cavallo. Saperli leggere, entrambi, è una capacità che si sviluppa con l’esperienza. Per esempio, capita spesso di avere a che fare con cavalli assuefatti alle richieste del cavaliere o dall’altra parte cavalli fin troppo nervosi o scattosi alle richieste. Questo perché, la maggior parte delle volte, gli atteggiamenti del cavaliere si riflettono sul comportamento del cavallo per via empatica. Molto spesso basta poco per riequilibrare questo rapporto, (poco tempo per il cavallo e spesso molto tempo per il cavaliere) a meno che le situazioni non siano davvero troppo radicate. Ma in ogni caso è il cavaliere che deve imparare a comunicare correttamente con il proprio cavallo entrando in empatia con lui, leggendo le varie situazioni e riuscendo così ad interpretarle.

Questo non vuol dire che se noi impariamo ad adottare un linguaggio adeguato il cavallo risponderà subito correttamente alle richieste ma è l’atteggiamento che si adotta in quel momento per quel determinato cavallo e per quel determinato esercizio che fa sì che la comunicazione sia efficace. Siamo noi che dobbiamo capire ed interpretare il cavallo che abbiamo di fronte, in maniera, talvolta, meno tecnica e più istintiva per capire realmente le necessità di quel cavallo in quel momento.  Tuttavia l’istinto sarà buono se educato dall’esperienza.

“È proprio vero che la percezione della realtà è personale! Eppure basterebbe solo cambiare di poco la prospettiva perché tutto cambi!

 

Secondo uno studio dell'Università del Sussex, i cavalli sarebbero in grado di distinguere le espressioni di gioia da quelle di rabbia. La capacità di interpretare le emozioni di una specie diversa dalla loro sarebbe l'aspetto più rilevante del progetto.

Questo per dire e sottolineare quanto il cavallo, nonostante tutto sia pronto a leggerci ed interpretare le nostre richieste, e quanto noi, molto spesso, non leggiamo correttamente i suoi atteggiamenti cadendo in una situazione di lavoro standard pensando all’esercizio da far eseguire senza tenere conto della componente emotiva.

Inizialmente non poniamo in primo piano solo il fatto che l’esercizio sia stato eseguito, ma è il “come” che ci interessa. E qui si apre un mondo… La calma nell’esercizio che fa sì che l’apprendimento diventi piacevole e armonico. E proprio qui che entra in gioco l’empatia, il leggere il cavallo e imparare a dare loro ciò che necessitano. Le mie azioni devono mutare in base agli atteggiamenti del cavallo. Siccome loro sono molto bravi a leggerci (per esempio, quanto ci mette un pony a capire che può trascinare un bambino a mangiare l’erba? Appena qualche secondo. Magari con noi non ci prova nemmeno…) dobbiamo imparare a cambiare il nostro stato d’animo in base a ciò che serve all’educazione del cavallo.

Per esempio ad un cavallo insicuro e timoroso dovremmo trasmettere sicurezza, calma e fargli prendere fiducia in noi.

Quando si comunica con un'altra persona, ci sono due modi di comprendere quello che ci sta raccontando. Per prima cosa posso analizzare realmente i fatti attraverso una comprensione intellettuale. Cercando di capire i fatti oggettivi e come si siano svolti. La seconda parte che è fondamentale anche quando ci rapportiamo con un cavallo è capire lo stato d’animo del nostro interlocutore. Ponendo l’attenzione su tutte quelle componenti emotive che troppo spesso vengono tralasciate. Possiamo così parlare di comprensione empatica.

Anche tra due persone, spesso ci si sente compresi quando dall’altra parte, chi ci ascolta, comprende realmente quello che stiamo vivendo.

Gli elementi chiave della comunicazione empatica

  1. La trasparenza: evitare di mascherare le proprie reazioni emotive. (I messaggi devono essere chiari, gli atteggiamenti e le sensazioni ben definiti. Una caratteristica fondamentale sta nel saper trasmettere realmente in maniera chiara e definita quel preciso stato d’animo. I cavalli non mentono)
  2. Autocontrollo: non confondere le proprie reazioni con quelle dell’altro, né far prevalere i propri bisogni.
  3. accettazione incondizionata: evitare di giudicare il comportamento del cavallo, ma focalizzarsi sul perché li ha adottati.

Il vero segreto della Comunicazione Empatica: porre l’attenzione sulle sensazioni degli altri, immedesimarci in loro fino a raggiungere quella sintonia emozionale che eleverà il nostro modo di comunicare e relazionarci ad un grado più alto ed efficace da tutti i punti di vista.

Qui avremo quello che si può realmente definire un binomio.

 

Francesco Busignani

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Francesco Busignani

Chiama 3454841807

Invia Email: francesco-busignani@live.com

Indicazioni stradaliVia Pallada, 547, 47822 San Martino dei Mulini RN, Italia

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