[:it]

EQUITAZIONE

[:]

 

FORMA

L’arte è un insieme di forme emozionali, che siano esse fisiche (una scultura) o concettuali (una poesia)…

L’arte è un insieme di forme emozionali, che siano esse fisiche (una scultura) o concettuali (una poesia). La poesia ad esempio ha una forma, una struttura linguistica che noi siamo perfettamente in grado di distinguere da un manuale tecnico. Non tutti saremo in grado di coglierne la bellezza, questo dipenderà dalle innumerevoli variabili che hanno formato il nostro carattere: genetica, vissuto, ecc. ma saremo senz’altro capaci di leggerne la forma, a prescindere che poi essa ci emozioni o meno.
Ora mettendo temporaneamente da parte l’arte, abbiamo cercato di sviluppare un’equitazione basata su forme geometriche riconoscibili, che si adattino a quel tipo di cavallo, in quel momento di lavoro, per quel determinato esercizio.
Il saper riconoscere le esigenze, di cui quel cavallo necessita, sia per correggere che per sviluppare un punto di forza nei vari esercizi, è fondamentale. Più riusciremo a far assumere forme o posizioni corrette per quel tipo, momento, esercizio… più ne riscontreremo l’efficacia.
Un cavallo in estensione ha una forma diversa da uno riunito. Sempre le solite banalità, che se viste nella complessità delle variabili della conformazione, delle attitudini, cioè dell’equi-tipo, diventano di complessa esecuzione. Il riuscire a comprendere la necessità e di conseguenza far assumere la forma migliore per quel cavallo, per quel tempo, su quell’esercizio, è la semplice differenza tra aiutare o ostacolare nel fare.
Quindi la correttezza del “far fare”, attuata tramite l’uso di un corretto linguaggio, non è altro che il riuscire a far assumere le corrette posizioni che aiutino il cavallo nel prepararsi ad eseguire le nostre richieste tramite una ginnastica progressiva. Plasmare la forma del cavallo in modo costruttivo, ci permetterà di sviluppare gli equilibri, la muscolatura, la volontà di fare.
Un incollatura lunga ed esile (esempio semplicistico), avrà la necessità di fare un tipo di ginnastica, quindi di assumere posizioni (forme) completamente diverse da una corta e tozza. Applicando tutto ciò a costruzioni morfologiche diverse, ne deriverà la complessità delle variabili.
Avere il potere di far assumere al cavallo diverse impostazioni di forma, non significa aiutarlo di conseguenza.
Il comprenderne i bisogni tramite lo studio anatomico nella dinamica del movimento e soltanto dopo, adattare le posizioni alle specifiche morfologiche con un linguaggio etologico, questo lo aiuterà, cioè, non obbligandolo ad assumere posizioni con strumenti coercitivi ( e le nostre mani lo possono essere) ma, ricercando la collaborazione del cavallo in ogni fase di lavoro attraverso la comprensione e la comunicazione.
Sicuramente non tutti potremmo divenire poeti, ma con le giuste conoscenze avremo comunque la prospettiva di poter essere dei buoni tecnici.
Questa è la nostra visione di Equitazione, a prescindere dalla disciplina praticata.