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Il Linguaggio del Sentire

 

Di Carlotta De Biagi

Immaginiamo che domani, per motivi lavorativi magari, ci venga richiesto di imparare alla perfezione, una lingua straniera scritta e parlata, a noi sconosciuta, con molta probabilità, se si trattasse di una lingua come l inglese o lo spagnolo non incontreremmo troppe difficoltà, per ovvi motivi (culturali,storici etc) mah ... se si trattasse di una lingua come l arabo ad esempio? O il cinese, o il marziano ancor meglio?
In questo caso le difficoltà sarebbero enormi, il nostro schema mentale dovrebbe completamente riorganizzarsi e questo ci metterà inevitabilmente sotto pressione e a disagio.

Con impegno, studio e tanta pratica potremmo comunque senz’altro riuscire.
Ora applichiamo questo esempio all’equitazione...
Il linguaggio che dobbiamo apprendere in questo caso è fatto di piccoli gesti, intenti, connessioni.

Chiaramente tecnica e studio saranno nostri sostenitori in questo incredibile viaggio, che ci renderà, sì amazzoni/cavalieri consapevoli e competenti, ma anche e soprattutto, umani migliori ; ci impone infatti un cammino alla riscoperta di quella parte di noi capace di connettersi profondamente, di sentire intimamente l altro.

In questo “nuovo” spazio di interazione, una volta compresi ed integrati i concetti più importanti (va da sé che questo richiede tempo, impegno e sacrificio) non resta che ascoltare cosa l altro ha da dirci.
La comunicazione infatti, è uno scambio di informazioni dove il feedback dell’altro è l’elemento principale, è ciò che accade quando due individui interagiscono e comunicano tra loro consapevolmente attraverso un linguaggio (verbale o non verbale) comprensibile e chiaro per entrambi pur venendo da mondi totalmente diversi .

In questo caso sta a noi uomini, dotati di coscienza e capaci di ragionamenti complessi, apprendere al meglio gli atteggiamenti, le abitudini i desideri e le necessità del nostro cavallo e saper comunicare le nostre in maniera chiara e misurata ogni qualvolta siamo insieme a lui.
Poter utilizzare questo linguaggio significa leggere nell’altro non l azione concreta e visibile, bensì la volontà, non ancora espressa in atto, del voler compiere quella azione.

L’integrazione di questo, che avverrà con il tempo con l osservazione,la pratica, l’esperienza quotidiana, ci renderà estremamente consapevoli, attenti,aperti ... esattamente come colui con il quale desideriamo colloquiare.
Il dialogo è sempre attivo e non cambia mai la sua essenza ma solo la sua forma.
Coloro che si dicono annoiati dal lavoro in rettangolo forse non hanno mai avuto l opportunità di sentire la totalità, la magia che si prova nel dialogare silenziosamente con il proprio cavallo in totale armonia.

La grande difficoltà che incontreremo lungo la strada è la stessa che sta vivendo anche il nostro amico nel suo cammino; cammino dove, così come noi gli chiediamo di trasformare il suo istinto di animale da fuga, lui chiede a noi di trasformare il nostro di animali prensili.
Il condizionamento, è dunque bilaterale, infatti mentre noi cerchiamo di cambiare il suo istinto lui cambia il nostro.
Permettere che questo accada sarà uno dei regali più grandi che potrete fare a voi e ai vostri cavalli.[:]

Carlotta de Biagi

Chiama: 393663311223

Invia Email: lotti.83@hotmail.com

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