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Un’Attimo di Riflessione

Di Antonello Radicchi

Si, a volte serve fermarsi e pensare, per cercare di comprendere le motivazioni di tali azioni apparentemente inconciliabili con una "buona" equitazione.
Ma cosa significa "buona equitazione"? Da dove parte e qual'è quel limite che ci fa indignare e dire no? Quali sono i termini di giudizio? È possibile un approccio diverso?

Secondo me, la buona equitazione parte da una base di comprensione e comunicazione che vada verso il cavallo. Questo è un punto imprescindibile e logico visto che noi vogliamo qualcosa da lui, si dovrebbe presumere di saperlo domandare in modo corretto, cioè nella modalità attraverso la quale i cavalli si esprimono.

Secondo, se non si ha una buona conoscenza anatomica e funzionale, anche se in grado di esprimere in maniera consona le nostre intenzioni, non sapremo mai se queste possano essere svolte dal cavallo, in quel momento. Se pretendo di eseguire un piaffer su un cavallo non pronto, a prescindere da come lo chiedo il risultato sarà comunque negativo. Quindi, l'attività di un atleta si basa sulla ginnastica e bisogna sapere cosa chiedere.

Terzo, fino a quando a livello internazionale ci saranno regole e parametri di giudizio assurdi, tipo la sottomissione al l'imboccatura che si trova nelle schede FEI, i giudici ed i giudizi avranno una formazione completamente falsata, o che comunque, di certo, non va verso il cavallo.

Quarto, metodologie non coercitive, (anche se non è la parola corretta) che vanno verso il cavallo e che ti permettono di ottenere risultati migliori in armonia ed in collaborazione ci sono, sono state messe alla prova e dimostrata l'efficacia. Una di queste è quella usata dal FEEL, ma ne esistono molte altre altrettanto in linea con una concezione del l'equitazione sotto forma di comunicazione e collaborazione.

Allora perché questi cambiamenti non avvengono, come sembrerebbe logico, ma tardano e faticano ad entrare? La risposta è che le persone fanno fatica ad accettare i cambiamenti. A noi ci piacciono le regole, la stabilità, qualcosa che porti dei cambiamenti destabilizzando un sistema così efficace nel produrre guadagni non è ammissibile.
Agli allevatori va bene così.
Ai giudici va bene così.
Ai cavalieri va bene così.
Agli istruttori va bene così.
Ai commercianti va bene così.
La lista sarebbe ancora lunga e tutti traggono beneficio da questo circo.
Gli allevatori vendono più cavalli, i giudici godono di onnipotenza e ragione assoluta (guardate Philippe Karl da quanto si batte per cambiare alcune regole senza scalfire la FEI).
I cavalieri e istruttori hanno appreso questo sistema e cambiarlo costerebbe sacrifici, tempo ecc. E poi perché cambiare qualcosa che secondo loro funziona benissimo.
Bé, forse secondo loro funziona, ma non secondo i cavalli. A già dimenticavo, ma cosa c'entrano i cavalli? Questo è un business non una passione.

Più il sipario si solleva e più il museo degli orrori appare. Per sollecitare al cambiamento servono cose forti che scuotano la coscienza collettiva.

Queste cose ci sono, avvengono tutti i santi giorni a scapito di un nobile animale. È ora di dire basta. È ora di percorrere strade diverse che migliorino la qualità della vita di tutti.
È ora di cambiare.
Aiutateci a diffondere questo messaggio. Noi ve ne saremo grati. I cavalli, credo, lo stesso.
Antonello Radicchi.

Antonello Radicchi

Chiama +39 075 782 7844

Invia Email: assofly@gmail.com

Indicazioni stradaliVia della Libertà, 18, 06010 Pistrino PG, Italia

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